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26 Marzo 2014

The Signing Machine

Sono trascorsi quasi tre secoli da quando Pierre Jaquet-Droz lasciava meravigliati i reali di tutta Europa di fronte al sorprendente realismo dei suoi tre famosi automi: The Writer, The Draughtsman e The Musician. Di questi, The Writer era senza dubbio il più stupefacente poiché consentiva di programmare la frase che l'androide avrebbe riprodotto in corsivo. Autentico mito, questo automa, di fatto considerato tra gli antesignani del computer, è stato oggetto di diversi studi scientifici e ha persino ispirato il regista Martin Scorsese per il suo film “Hugo”. La volontà degli artigiani di Jaquet Droz di perpetuare questo savoir-faire davvero unico non è mai venuta meno. Ne è prova la straordinaria The Time Writing Machine, presentata nel 2009, o, in tempi più recenti e in miniatura, le animazioni di carattere naturalistico che impreziosiscono i quadranti di due modelli esclusivi: The Bird Repeater e The Charming Bird.

Quest'anno, Jaquet Droz compie un ulteriore passo con The Signing Machine, uno strabiliante automa che s'inserisce con grazia nel suo tempo. Meraviglia dell'arte della miniaturizzazione, in cui viene ripresa in versione estremamente ridotta la storica tecnica a camme, The Signing Machine possiede le dimensioni del più emblematico degli oggetti di questo inizio secolo: lo smartphone. 

Protetto da un codice a 4 cifre, ricaricabile grazie a un meccanismo manuale che si attiva mediante una leva posizionata lateralmente sulla cassa grigia e nera, The Signing Machine è un tesoro tecnologico interamente meccanico, costruito su misura per il suo proprietario e caratterizzato da un design contemporaneo ma essenziale. Per rivelare il braccio articolato e la penna stilografica bastano due semplici tocchi. Grazie alla complessità dei movimenti e animato da un gioco di camme realizzato a mano per ottenere una scrittura continua e naturale, The Signing Machine riproduce fedelmente la firma del suo possessore. Uno spettacolo da ammirare attraverso una finestra trasparente che svela il meccanismo e testimonia, nell'epoca della definitiva affermazione del digitale, la bellezza unica e magica della meccanica d'eccezione firmata Jaquet Droz.